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2012: LE TESI DELLA FINE DEL NOSTRO MONDO

La fine secondo i Maya

Il Popol Vuh e la profezia Maya

Quella dei Maya è l'unica civiltà precolombiana che ha lasciato numerose ed estese iscrizioni.
La scrittura maya era una scrittura logosillabica, nella quale cioè ciascun simbolo, o grafema, poteva sia rappresentare una parola o comunque avere un significato a sé stante, sia indicare foneticamente una sillaba.
L'inizio dell'uso di una lingua scritta da parte dei Maya si può far risalire all'inizio dell'era cristiana.
Una grande quantità di iscrizioni maya, riguardanti la storia, la mitologia e i riti, furono incise o dipinte su lastre, colonne, architravi, scalinate o altri monumenti.
I Maya scrivevano libri di carta ripiegata ottenuta dalle fibre di agave, nei quali erano contenute informazioni concernenti l'agricoltura, il clima, la medicina, la caccia e l'astronomia.
Tra i testi scritti più importanti che ci sono stati tramandati dai Maya va segnalato il Popol Vuh, letteralmente collezione di foglie scritte, è una raccolta di documenti scritti scoperta agli inizi del '700 da un frate domenicano di nome Francisco Ximénez nella cittadina del Guatemala di Chichicastenango.
Ximenez si fece consegnare dagli indigeni l'originale, lo trascrisse e lo tradusse poi in castigliano. Il manoscritto è ora conservato nella biblioteca Newberry a Chicago in Illinois. Il Popol Vuh, ovvero "Libro del Consiglio" è scritto in lingua maya con caratteri latini nel XVI secolo. Il testo è diviso in quattro parti, le prime tre dedicate alle vicende mitiche, il quarto alle vicende storiche.
Il Popol è un testo essenziale per comprendere l'anima profonda dei Maya. Esso ci riferisce il mito della Creazione così come lo concepivano i Maya, e descrive l'evoluzione dell'umanità con le sue diverse creazioni e i suoi successivi cataclismi.
Ci fornisce informazioni sulla religione, sulla mitologia, sull'emigrazione, sulla storia dei Maya Quiché, i cui discendenti vivono tuttora sugli altipiani del Guatemala.
Si narra inoltre della nascita del mondo, degli avi, il Creatore (formatore) del mondo, madre e padre della vita, si parla della cultura maya e della sua visione del mondo. Il Popol Vuh è considerato la Bibbia Maya
Il libro racconta di quando i Signori del Mondo Sotterraneo hanno sfidato il padre di Hunaphu e Xbalanque, i Gemelli Divini al gioco della pelota; di come egli abbia accettato la sfida, entrando negli inferi, di come i demoni abbiano barato e lo abbiano decapitato.
Narra le gesta dei Gemelli Divini, figure salienti della mitologia maya che hanno sfidato a loro volta i demoni, vincendoli e consentendo così al padre di resuscitare.
A Chichén Itzà vi è un campo per il gioco della pelota: misura circa 170 metri di lunghezza e 50 di larghezza, mentre i muri laterali sono alti quasi 8 metri. A sette metri e mezzo di altezza sono fissati degli anelli in pietra. Lo scopo del gioco della pelota era quello di far passare la palla attraverso quegli anelli. Vinceva la squadra che per prima riusciva a centrare l'anello.
Un pannello scolpito raffigura la decapitazione di un giocatore nel cortile centrale. Alcuni sostengono che sia il destino degli sconfitti, ma un'interpretazione più recente asserisce
Le rivelazioni del Popol Vuh
che riguardi soltanto il capitano dei vincitori.
Per molti studiosi il gioco della pelota è una metafora di ciò che accadrà il 21 dicembre del 2012. La storia dei Gemelli Divini sarebbe un'altra allegoria astronomica nella mitologia di questo affascinante popolo.
Il cortile rappresenterebbe la Via Lattea, l'anello di pietra al centro del campo sarebbe il centro della galassia e la palla il Sole. Nel giorno del solstizio d'inverno del 2012 il Sole, per allinearsi, si dirigerà verso il centro della galassia. Tutti i tasselli di questo racconto per alcuni sembrano convergere verso il 21 dicembre 2012.
Molte ceramiche funerarie maya contengono sezioni del testo pittografico del Popol Vuh e illustrazioni delle scene delle leggende. Alcune storie sono ancora raccontate dai maya moderni come leggende popolari; altre, registrate dagli antropologi nel XX secolo, contengono porzioni degli antichi racconti ancora più dettagliate del manoscritto Ximénez.
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