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1648: Fine del Mondo secondo Sabbatai Zevi

sabbatai zevi
Secondo il rabbino Sabbatai Zevi, di Smirne l'anno 1648 avrebbe visto la redenzione del popolo ebraico.
Il Mistico ottomano Sabbatai Zevi si proclamò Messia nel 1648, all'età di 22 anni. E fu considerato da molti ebrei come tale. Dichiarandosi Messia, provocò un profondo scisma in seno all'ebraismo tra chi lo accettò come tale e aderì alla sua setta, il Sabbatinismo, o Sabbatianismo e chi lo rifiutò.
A Costantinopoli, nel 1653 o nel 1658 incontrò un predicatore, Abramo ha-Yakini che lo accettò come Messia, affermando anche di conoscere una vecchia predizione ebraica, che annunciava un Messia di nome
Sabbatai, figlio di Mordecai Zevi, nell'anno 5326 (il 1626 d.C.).
Con questo sostegno importante, Sabbatai Zevi s'installò a Salonicco, un importante centro ebraico e cabalistico. Qui Sabbatai Zevi sviluppò una intensa predicazione incentrata sul proprio messianismo. Sembra che avesse incontrato un grande successo nella comunità ebraica, fino a provocare l'espulsione da parte delle autorità rabbiniche della città.
Nel 1663, Sabbatai Zevi si trasferì a Gerusalemme, poi al Cairo, successivamente fece ritorno in Palestina, dove incontrò Nathan Benjamin Levi, detto Nathan di Gaza, divenuto rapidamente il suo braccio destro. L'anno 1663 è un anno di sconvolgimenti per l'azione di Sabbatai Zevi. Fino allora leader di un piccolo gruppo sospetto agli occhi dei rabbini, a partire da questo anno ottiene una risonanza crescente nel mondo ebraico. Uno dei motivi di questa popolarità è l'avvicinarsi dell'anno 1666.
Per alcuni cristiani all'epoca infatti, l'anno 1666 sarebbe stato l'anno dell'Apocalisse.
Questa idea apocalittica sembra aver avuto comunque influenza su Sabbatai Zevi ed i suoi discepoli, nonostante il Rabbino avesse già previsto la fine del mondo nel 1648.Nel 1665 Nathan di Gaza annunciò che l'anno seguente sarebbe venuto l'inizio dell'era messianica e che Sabbatai Zevi avrebbe radunato le dieci tribù perdute d'Israele in terra santa.
L'esaltazione religiosa raggiunse il culmine nelle masse ebree che sognavano la liberazione, mentre molte autorità rabbiniche restavano reticenti o ostili.
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Nel 1665, Sabbatai Zevi fu ricevuto come il Messia dagli ebrei di Aleppo, poi di Smirne, la sua città natale. Il suo potere sulle masse ebraiche divenne immenso. Depose il rabbino capo di Smirne, Aharon Lapapa, e lo rimpiazzò con Hayyim Benveniste. Alcuni rabbini si unirono al suo movimento.
Numerose comunità in Europa orientale, in Europa occidentale e in Medio oriente lo riconobbero con un entusiasmo incredibile come Messia degli Ebrei, destinato a ricondurli in Terra Santa e a far nascere il regno d'Israele. Comunità intere si prepararono alla partenza. I partigiani di Zevi iniziarono a rimettere in causa alcune celebrazioni rituali. In effetti, secondo certe tradizioni, questi obblighi non erano dovuti alla comparsa del Messia. Ma ciò, inaccettabile per alcuni ebrei, aumentò le divisioni all'interno delle comunità. All'inizio del 1666, Zevi partì per Costantinopoli, capitale dell'Impero Ottomano. Nathan di Gaza aveva annunciato che avrebbe posto la corona del Sultano sulla propria testa.
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Denunciato alle autorità ottomane dai leader della comunità ebraica locale come provocatore di disordini, Sabbatai Zevi fu convocato a palazzo nel 1666 per renderne conto. Dopo due mesi di prigionia a Costantinopoli, Sabbatai Zevi fu inviato nella prigione di Stato di Abydos, dove fu trattato con grande riguardo. In seguito fu trasferito nella prigione dell'attuale Edirne. Nel settembre del 1666, temendo per la propria vita, accettò di convertirsi all'Islam. Fu portato di fronte al Sultano Mehmed IV, e lì si convertì, prendendo il nome di Aziz Mehmed Effendi. In seguito ebbe un comportamento ambiguo, giustificò la sua conversione come un ordine
divino, ma conservò certe pratiche ebraiche e cabaliste che gli valsero l'esilio.
Lo choc all'annuncio della conversione di Zevi fu immenso, e il disappunto che sollevò fu all'altezza delle speranze indescrivibili che aveva sollevato.
Molti attesero pensando fosse un breve episodio e attendendo gli sviluppi. Progressivamente però la gran parte dei fedeli abbandonò Sabbatai Zevi. Il ricordo di Sabbatai Zevi resterà per molto tempo un trauma nella memoria ebraica, tanto in Europa, quanto nel mondo musulmano. Negli anni seguenti i rabbini dovettero recuperare il terreno perduto nelle numerose comunità influenzate dai partigiani di Sabbatai Zevi.


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